La pesca a spinning alla spigola è una delle tecniche più emozionanti in cui ci possiamo cimentare. Permette di insidiare spigole di tutte le taglie e in qualsiasi scenario: dalle immense spiagge delle nostre coste, alle foci dei fiumi, fino ai porti e a qualunque altro ambiente in cui sia presente la regina dei nostri mari.
La pesca alla spigola con i siliconici in particolare gli Shad, così come viene praticata in Italia, offre ottimi risultati anche nel resto d’Europa, in quelle zone costiere dove questo splendido predatore è ben presente, come le coste della Spagna e dell’Olanda.
Il Branzino, nome corretto in italiano, comunemente chiamata Spigola è considerato anche uno dei pesci più prelibati del Mediterraneo. Viene infatti allevato da numerose aziende di pescicoltura ed è spesso soggetto a pesca intensiva, fattore che ne riduce notevolmente la presenza in mare. Insidiare la regina con i siliconici ricorda da vicino un’altra tecnica alla base dello spinning internazionale: il Bassfishing.
Molti aspetti del comportamento del Black Bass, predatore per eccellenza nel Freshwater infatti, sono molto simili a quelli del branzino.
Per la pesca alla spigola, la mia esperienza fatta di ore ed ore in caccia per la foce del fiume Tevere mi ha insegnato che l’arma siliconica più letale è lo Shad.
Cos’è lo shad e perché funziona così bene?
Per chi non lo sapesse, lo shad è un’esca in gomma in grado di imitare il nuoto di un piccolo pesce grazie alla sua struttura composta da un corpo più o meno affusolato che tende a sfinarsi fino all’ultima parte dove si trova una coda perpendicolare al corpo dell’esca per consentire un movimento ondulatorio in grado di simulare proprio il nuoto.
Questo apre un mondo di possibilità nelle tecniche di recupero: la nostra fantasia e abilità nel movimento rendono questa esca davvero irresistibile. Io di solito consiglio sempre di provare l’innesco in acqua limpida, studiando con attenzione il movimento e le velocita di recupero che sembri più naturale possibile e di utilizzare per ogni esca il tipo di movimento che abbiamo testato.
Per i neofiti che si approcciano alla tecnica dello Spinning il recupero lineare degli Shad regala comunque ottime soddisfazioni ma la sua massima attrattività nella pesca alla spigola la si ha lavorando sul fondale, percependo tutti i dislivelli ed ostacoli dove la nostra amica Spigola si nasconde pronta per l’agguato.
Anche se gli Shad possono sembrare tutti uguali, non si comportano affatto allo stesso modo.
La composizione della gomma può essere più o meno morbida, la coda più o meno piccola: dettagli che determinano movimenti e vibrazioni percepite diversamente dai predatori durante il recupero.
Materiali, qualità e impatto ambientale
Nel mercato italiano e internazionale esistono centinaia di aziende che producono esche siliconiche più o meno valide. Alcune si affidano alla produzione cinese per abbattere i costi, ottenendo comunque prodotti efficaci. Altre preferiscono produrre localmente, mantenendo un livello qualitativo più alto e considerando anche il possibile impatto ambientale.
Alcune esche, infatti, risultano molto delicate durante l’azione di pesca e si rompono facilmente alla prima cattura.
A un pescatore inesperto questo può sembrare un difetto, ma in realtà è un pregio: significa che l’esca è composta da materiali pensati per degradarsi naturalmente una volta dispersa nell’ambiente, queste esche hanno un basso impatto ambientale e avranno ovviamente costi più elevati, purtroppo in situazioni dove si perdono molte esche il budget rischia di salire.
Esiste però anche mercato cinese, con brand che riproducono fedelmente esche famose di molti marchi internazionali, talvolta con attenzione all’impatto ambientale, altre volte meno. Io stesso utilizzo anche esche cinesi e nel corso degli anni, ho trovato aziende affidabili che curano i dettagli e rispettano l’ecosistema. E vi assicuro che i risultati sono identici, con una spesa nettamente inferiore.
La scelta del colore:
La colorazione dei siliconici è da sempre oggetto di dibattito tra pescatori.
Non so quanto il colore in sé sia realmente fondamentale; ciò che reputo importante è come il colore viene distribuito sull’esca per renderla il più naturale possibile. Presto sempre attenzione a scegliere shad con due tonalità: una più chiara sotto la pancia e una più scura sopra, proprio come avviene in natura.
Credo che i pesci non abbiano una percezione del colore simile alla nostra molti animali vedono in bianco e nero ma distinguano perfettamente le varie scale di grigi e i contrasti, anche in condizioni di scarsa luminosità.
Consideriamo anche un altro fattore: non tutti i posti in cui peschiamo hanno acqua limpida e cristallina. Per esempio, pescando alla foce del Tevere mi trovo spesso davanti a cambi repentini di colore della corrente: bastano poche gocce di pioggia per trasformare l’acqua in un marrone torbido che impiega ore o giorni per tornare verde smeraldo. Inoltre, anche con acqua sporca in superficie, la marea può riportare sotto una fascia trasparente.
Conoscere bene lo spot è fondamentale per scegliere rapidamente l’esca giusta.
Regola del contrasto
Dobbiamo imparare a giocare sul contrasto. Un’esca chiara funziona meglio in acqua scura o marrone.
Un’esca scura funziona meglio in acqua torbida ma tendente al chiaro, come il tipico grigio invernale della foce.
Nella cassetta delle gomme consiglio sempre due must-have:
- Una gomma bianca, l’esca universale che non tradisce mai;
- una gomma nera o comunque molto scura, per ottenere il massimo contrasto.
In buone condizioni di visibilità, la combinazione pancia chiara + dorso scuro rimane secondo me la più efficace, perché riproduce ciò che troviamo in natura.
Spesso si parla di “colorazione naturale”: secondo alcuni pescatori sarebbe molto attrattiva in certi spot o periodi. Non voglio contestare questa teoria, ma come già detto in precedenza, la naturalità si ottiene tramite il contrasto, non tramite una tinta specifica.
Per chi fosse interessato al argomento “colori visti dai pesci” vi invito a leggere sul mio sito web questo articolo più dettagliato: https://www.ultimolanciospinningadventure.it/come-vedono-i-pesci/
Dimensioni degli shad
Le dimensioni degli Shad per la Spigola dipendono molto dal periodo dell’anno e dallo spot dove si pesca. Tuttavia, esche da 3” (circa 7,5 cm), se innescate con il giusto amo, possono essere ingerite anche da spigole di piccola taglia non è detto, però, che un’esca piccola non possa regalarci una cattura importante.
Non a caso, la spigola più grossa che abbia mai preso, un pesce di ben 7,7 kg ha mangiato una gomma da 3”, amo offset n°1, e mi è venuta a trovare proprio nel mese di febbraio, con luna piena e risacca: condizioni che di solito non promettono nulla di buono. Ma questo è il bello dello spinning!
Gli inneschi degli shad
Per poter innescare i nostri Shad possiamo utilizzare le classiche teste piombate di varie grammature tenendo sempre in considerazione la fuoriuscita del amo che non deve mai condizionare troppo il movimento della coda, come si vede chiaramente sopra il groppone dello Shad c’è un segno che ci aiuta proprio a effettuare un innesco corretto.
Oppure possiamo utilizzare degli ami Off Set e dei piombi Cheburashka soluzione che consiglio per la versatilità e la praticità nel cambiare il peso del piombo ,ma soprattutto per la capacità di incagliarsi il meno possibile.
Un buon set che consiglio per iniziare lo spinning alla foce del Tevere è composto da ami Off Set del 2/0, Shad da 3” e piombi Cheburashka da 4,6 e 8 gr.
In conclusione:
La pesca a spinning alla spigola con gli Shad è una disciplina che unisce tecnica, esperienza e passione. Non esiste una formula magica: ogni uscita è diversa, ogni spot ha le sue regole, e ogni spigola ha il suo umore. Quello che conta davvero è conoscere il proprio ambiente di pesca, sperimentare con costanza e imparare a leggere l’acqua e le condizioni.
Gli Shad rimangono l’esca più versatile e letale per insidiare la regina del Mediterraneo, ma solo se sappiamo come usarli: dal contrasto dei colori alla scelta del peso, dal movimento sul fondo alla velocità di recupero. Ogni dettaglio fa la differenza tra una giornata vuota e una cattura memorabile.
Ricordate: lo spinning non è solo catturare pesci, ma vivere il mare, rispettarlo e imparare ogni volta qualcosa di nuovo. Che siate alle prime armi o pescatori esperti, vi auguro di vivere tante emozioni in acqua e, perché no, di trovare anche voi la vostra spigola da 7 kg in una giornata impossibile.





