Ci sono pescate che iniziano nel silenzio, con la superficie dell’acqua ferma come uno specchio.
Lanci l’esca, senti il “plop” e inizi a recuperare piano, lasciando scie e cerchi nell’acqua. Piano piano il cuore accelera e si fa sempre più forte, aleggia quella consapevolezza cha da un momento all’altro la ranocchia di gomma che hai scelto per il tuo scopo: scomparirà in un battito di ciglia.
Sai che da un momento all’altro qualcosa esploderà in superficie e dovrai essere attento a ferrare la canna nel millesimo di secondo giusto per non perdere un occasione che non si ripeterà!
La frog danza tra le alghe in superfice, provocando curiosità e suspense.
Dietro ogni colpo di canna c’è una conversazione invisibile tra il pescatore e il predatore, fatta di movimenti, suoni e intuizioni.
Nei giorni passati sullo stesso spot, la rapidità dei Black Bass aveva avuto la meglio sui miei riflessi, così la concentrazione era talmente alta da non rispondere neanche al cellulare che squillava nella tasca. All’ improvviso l’acqua si apre, la superficie esplode, e in un istante il silenzio si trasforma in caos. Un momento di pura adrenalina!
È un attacco violento, improvviso, bellissimo.
La canna si piega, come per magia, e per qualche secondo esisto solo io, il pesce e quella danza di forza e istinto. Pescando in un posto cosi complicato per via delle sponde alte e ripide fatte di sabbia, tirare su un Bass di modeste dimensioni è come realizzare qualcosa di impossibile. In più le alghe attorcigliate sul filo complicano ancora di più la mia impresa. Ma la dedizione e l’attesa di quel momento è come se avessero aumentato le mie prestazioni fisiche e tra una scivolata e qualche ferita alle gambe dovuta agli arbusti finalmente ho concretizzato un obbiettivo che rincorrevo da un po’ di tempo. Finalmente ho catturato quel Black Bass che da giorni era sfuggente e veloce più di me, una volta preso tra le mie mani l’ho guardato fisso negli occhi e gli ho detto: “chi è il predatore adesso?!” non so come mi sia venuto in mente ma vi assicuro che in altre situazioni parlando con le mie catture ho detto anche di peggio.
È questo che rende unica la pesca a rana: vedere, sentire, vivere l’attacco in diretta e interagire di puro istinto proprio come fa il predatore. Raggiungere quella connessione tra calma e caos.
Ogni lancio è una promessa. Ogni esplosione in superficie, un’emozione che resta impressa. Una foto diventa il ricordo materiale di questa esperienza e la liberta il premio per il grande predatore che in quel giorno è stato la mia preda.
Alessandro Bigozzi | Ultimo Lancio Spinning Adventure |questa volta: “intensamente #Wild&Free”



